L’Approccio Somato-Emozionale in Terapia Manuale
Comprendere il legame tra sistema nervoso e tensioni fisiche
L’approccio somato-emozionale si basa su evidenze neurofisiologiche legate alla risposta del corpo allo stress e ai vissuti emotivi.
Quando l’organismo si trova ad affrontare una situazione di sovraccarico emotivo o tensionale, il sistema nervoso autonomo attiva risposte involontarie di difesa, che si traducono in modificazioni del tono muscolare, alterazioni del ritmo respiratorio e tensioni fasciali.
Se queste risposte non vengono elaborate, le fasce — il tessuto connettivo che avvolge e collega ogni muscolo e organo — tendono a memorizzare lo stato di allerta, creando delle vere e proprie memorie tissutali. Questo fenomeno biomeccanico si manifesta clinicamente con aree di rigidità cronica.
Integrazione clinica e confini terapeutici
È fondamentale specificare che l’approccio somato-emozionale non sostituisce in alcun modo la psicoterapia o il supporto psicologico, poiché opera su piani e con metodologie differenti.
Mentre l’ambito psicoterapeutico elabora il vissuto attraverso la parola e la relazione clinica, l’intervento osteopatico agisce esclusivamente sul versante corporeo.
Il trattamento manuale mira a liberare le restrizioni di mobilità e a rilasciare le tensioni miofasciali profonde in cui lo stress si è strutturato.
Nel corso della seduta, il rilascio di un blocco fisico può talvolta far emergere la consapevolezza di una tensione legata alla sfera psicosomatica: in questi casi, la terapia manuale si rivela un eccellente supporto complementare, che può essere integrato, laddove necessario, con un percorso specialistico d’accordo con lo psicologo.

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